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IL MES È DA ARCHIVIARE, L’EUROPA NON DEVE TRADIRE LA FIDUCIA DELL’ITALIA

La riunione dell’Eurogruppo di domani è un appuntamento importante per l’Europa. Ci aspettiamo che si giunga ad elaborare una risposta coordinata che sia all’altezza della sfida che abbiamo di fronte.

Abbiamo bisogno di interventi sostanziali e non di strumenti inadeguati e dannosi. Per questo il Mes non può essere lo strumento adatto e deve essere archiviato. Non è pensabile ricorrere a questo strumento in nessun caso.

L’ipotesi di eliminazione delle cosiddette condizionalità richiederebbe una riforma del Trattato del Mes, impraticabile in tempi brevi. Inoltre, l’ammontare delle risorse attivabili con questo strumento non sono minimamente adeguate alla portata degli interventi di cui c’è urgente bisogno.

Il mondo intero ci guarda e si aspetta che l’Europa risponda con misure comparabili con quelle realizzate altrove, come negli Stati Uniti dove la Federal Reserve ha garantito acquisti illimitati per sostenere il poderoso piano da 2000 miliardi di dollari del Governo.

Le soluzioni ci sono e ci riferiamo a strumenti in grado di garantire una risposta collettiva da parte dell’intera Unione Europea, come l’emissione di coronabond.

Anche la Bce ha dimostrato di poter dare un contributo importante. Servono risorse urgenti e illimitate per fare tutto ciò che è necessario, non strumenti limitati e punitivi quali il Mes. Ci troviamo di fronte a una crisi globale dovuta a una gravissima epidemia, uno shock simmetrico che investe tutti i Paesi.

Il Presidente Conte ha indicato la strada e il Governo italiano, pienamente sostenuto dalla maggioranza, è pronto a fare la propria parte in questa battaglia che ci vede tutti impegnati sullo stesso fronte. Bisogna garantire liquidità alle imprese europee e massimo sostegno all’azione dei Governi.

L’Italia ha delegato la propria politica monetaria e scelto di coordinare la propria politica fiscale a livello comunitario non per privarsi di strumenti di intervento ma perché ha riposto fiducia nella capacità di fronteggiare le sfide globali in misura ancora più forte da parte dell’Europa. Come Paese membro e fondatore ci aspettiamo che questa fiducia non venga tradita.

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