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Oggi si Γ¨ votato il DL Ucraina, purtroppo non ero presente in aula per impegni personali, altrimenti non avrei fatto mancare il mio deciso NO all’ennesima fiducia posta da questo governo ed in particolare a questo decreto. Draghi ha cercato di far passare questo provvedimento come un argine ad una ipotetica mira espansionistica di Putin e della Federazione Russa verso l’Unione Europea e i nostri confini. Una fantasiosa ricostruzione che vedrebbe la Russia puntare a riprendersi tutti i territori dell’ex blocco sovietico. Certo Γ¨ che in questo governo ne hanno di fantasia pur di giustificare e nascondere che dietro questo decreto vi Γ¨ un intervento dell’Italia in questa guerra. Il nostro Paese ha pagato a caro prezzo le guerre, da allora abbiamo imparato che la pace Γ¨ la migliore strada, basta leggere la nostra Costituzione: l’Italia ripudia la guerra.Pertanto quest’obbligo morale di inviare armi all’Ucraina per difendere di riflesso anche il nostro Paese non regge. In Ucraina non si sta combattendo per la libertΓ  dell’Europa. Ribadisco che condanno fermamente l’invasione da parte della Russia, ma da qui a votare un provvedimento che fornisce armi che possono solo aumentare le vittime, le tensioni ed alimentare gli scontri, ce ne passa. La guerra si ferma con la pace, con la diplomazia, non si perseguono gli interessi del popolo italiano aumentando la spesa militare. Queste risorse andrebbero investite per migliorare la qualitΓ  della vita degli italiani, per il caro bollette, per aiutare le nostre imprese.

Con questo decreto si sta proseguendo sulla strada sbagliata, la stessa che ha visto un mancato serio impegno della diplomazia internazionale affinchΓ© non si arrivasse all’inizio di questo conflitto. Dietro una guerra ci sono sempre tanti interessi, non ultimo la vendita di armi. Non dimentichiamo che l’industria bellica anche con la pandemia non ha conosciuto crisi, ci sarΓ  un perchΓ©, uno su tutti sono i continui conflitti che nascono nel mondo.

Dunque non avrei mai votato un decreto che, passi o no l’impegno del 2% del PIL per gli armamenti, ci costringerΓ  ad acquistare nuove armi per sostituire quelle inviate in Ucraina. L’invio di armi non farΓ  altro che minare le trattative portando lo scontro non solo sul campo di battaglia ma anche sul piano economico. Gli italiani giΓ  stanno pagando un caro prezzo a tutto ciΓ², rischiamo ulteriori conseguenze che possono minare seriamente la nostra economia.Noi di Alternativa , la scorsa settimana alla Camera dei Deputati, a differenza di qualche altro partito, abbiamo giΓ  detto NO al DLUcraina e a qualsiasi aumento della spesa militare, pertanto oggi, anche in Senato, abbiamo coerentemente ribadito il nostro NO a questo decreto, a questa ennesima fiducia che calpesta i diritti e il dibattito parlamentare. Piuttosto chi ha dato il via libera alla Camera al decreto Ucraina, compreso il contestato capitolo sull’invio di armi italiane, spiegasse perchΓ© per fortuna ha cambiato idea, partendo dal Movimento 5 Stelle.

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