No al Green Pass senza criterioNo al Green Pass senza criterio

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Oggi in Commissione Affari sociali è iniziato l’iter del decreto Green Pass. Noi de “L’Alternativa c’è” siamo contrari a provvedimenti che introducano surrettiziamente l’obbligo vaccinale facendo leva sulla discriminazione dei non vaccinati. Chiederemo di non convertire tali norme o, quantomeno, di approvare gli emendamenti da noi depositati, volti a sanare le peggiori contraddizioni ivi contenute. Siamo tuttavia coscienti del fatto che sarà un’impresa farsi ascoltare da un governo ottuso e prepotente.Se condanniamo ogni forma di violenza fisica e verbale che si sta scatenando in queste ore, fomentata talvolta persino da chi vorrebbe appiattire il dibattito e annichilire ogni sorta di contestazione anche legittima alimentando lo scontro senza confronto, riteniamo in ogni caso assurda l’imposizione del green pass con queste modalità contraddittorie e irrazionali. Una buona campagna vaccinale dovrebbe infatti diffondere dati scientifici e informazioni corrette, non alimentare le tensioni imponendo di prepotenza ai cittadini scelte dall’alto, soprattutto dal momento in cui il Governo si è dimostrato incapace di coerenza e chiarezza.In particolare, se non riusciremo ad ottenere l’abrogazione della norma, vorremmo almeno che i test salivari (meno invasivi, più economici e adatti ad un uso frequente e massivo) vengano equiparati ai tamponi che già attualmente consentono il rilascio temporaneo del green pass.Per combattere il virus è necessario mettere in campo tutti gli strumenti più efficaci. Soprattutto quelli che possano evitare di fomentare divisioni e conflitti tra “categorie di cittadini”. La vaccinazione, che deve restare facoltativa, deve essere condotta con informazione equilibrata e con la corretta divulgazione dei dati scientifici. Le misure irrazionali imposte con metodi a dir poco discutibili su una popolazione già molto provata dal dramma della pandemia e dai suoi effetti devastanti sia in termini sanitari che economici, minano la credibilità di chi le impone. Su questo il governo, unitamente alla nuova rappresentanza di virologi e scienziati da salotto televisivo che non perdono occasione per creare confusione con messaggi anche contraddittori a distanza di pochi mesi, dovrebbero fare una bella riflessione. Solo ripristinando un clima sereno e un confronto serio sui dati e le evidenze scientifiche, si potrà condurre una battaglia efficace. Tutti uniti contro il virus.

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