LE PROFESSIONALITA’ PEDAGOGICHE SIANO UTILIZZATE ANCHE NEL SEGMENTO 0-6 ANNILE PROFESSIONALITA’ PEDAGOGICHE SIANO UTILIZZATE ANCHE NEL SEGMENTO 0-6 ANNI

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Ieri sono intervenuta in aula al Senato per ribadire la necessità di inserire nei ruoli professionali, al fianco di bambini e bambine e delle loro famiglie, la figura dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista.Di seguito il mio intervento a Palazzo Madama.Grazie Presidente, gentili colleghe e gentili colleghi,la Commissione nazionale per il sistema integrato di educazione e di istruzione ha recentemente approvato le linee pedagogiche per il sistema integrato 0-6 ed è notizia di ieri l’approvazione dell’intesa in conferenza Unificata per il Piano di azione pluriennale.Il testo delle linee pedagogiche è stato sottoposto ad un’ampia azione di informazione e consultazione pubblica prima di arrivare alla stesura finale e all’adozione formale. Secondo il ministero esso “rappresenta una cornice di riferimento pedagogico e il quadro istituzionale e organizzativo in cui si colloca il sistema educativo integrato dalla nascita fino ai sei anni per favorirne lo sviluppo e il consolidamento”. Qualche giorno fa l’APEI, l’associazione dei pedagogisti e degli educatori italiani, ha inviato una missiva al ministro dell’istruzione evidenziando l’importanza di un approccio pedagogico nel contesto dell’educazione individuale per tutto il segmento di età da 0 a 6 anni, sostenendo la necessità di “inserire nei ruoli professionali al fianco di bambine e bambini e delle loro famiglie, i professionisti dell’educazione titolati a svolgere le funzioni educative specifiche”.Ritengo che sia indispensabile che il ministero faccia proprie tali proposte nello sviluppo del sistema integrato, assicurando un pieno riconoscimento del contributo delle professioni pedagogiche attraverso la scelta del loro utilizzo per tutto il segmento 0-6. Ciò in quanto i laureati in ambito pedagogico sono i professionisti più in grado di saper rispondere con consapevolezza, competenza ed efficacia alle esigenze educative dei bambini e delle bambine più piccoli.Per tali ragioni, giudico assai opportuno l’inserimento della figura dell’educatore dei servizi educativi per l’infanzia non solo nei nidi ma anche nelle scuole dell’infanzia, in quanto l’educatore professionale socio-pedagogico è un professionista che lavora con tutte le età della vita da 0 a 6 anni, se laureato in scienze dell’educazione e della formazione. Al contempo è necessario affidare il coordinamento pedagogico dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia alla figura del pedagogista, il quale rappresenta il più grande esperto di educazione infantile, essendo profondo conoscitore dei processi di sviluppo dei bambini nei contesti educativi e formativi e degli ambienti e delle risorse strumentali necessarie all’agire educativo con la prima infanzia. La figura del pedagogista, inoltre, appare anche quella più consona all’affidamento delle funzioni di promozione e valorizzazione delle competenze genitoriali e dei rapporti con il territorio, ai fini dell’effettiva realizzazione di una comunità educante.Se, dunque, era già necessario l’inserimento a regime di tali figure all’interno del sistema di educazione e formazione di bambine e bambini dalla nascita fino ai sei anni, in modo da permettere effettivamente lo sviluppo dei processi creativi, relazionali e di apprendimento in un adeguato contesto ludico-cognitivo, ciò riveste una rinnovata importanza anche a seguito dell’emergenza epidemiologica e del rischio delle nefaste conseguenze sullo sviluppo della personalità umana.Se negli ultimi anni si è giunti ad un livello di riflessione e consapevolezza sul tema dell’educazione prescolare abbastanza maturo, anche a livello normativo, è giunta l’ora di porre basi più solide in modo da arrivare al più presto alla creazione di un orizzonte educativo nel segmento 0-6 che sia alla base un vero sistema integrato. Tuttavia durante questo percorso, senza l’inserimento e l’impiego a pieno regime di educatori socio-pedagogici e pedagogisti, figure i cui percorsi di studi di pongono l’uno in linea di continuità con l’altro, ed anche in affinità ai percorsi formativi degli insegnanti della scuola dell’infanzia, raggiungere l’obiettivo prefigurato risulterebbe ben più arduo e difficoltoso, anche nell’ottica della migliore spesa delle risorse stanziate che ammontano a 309 milioni di euro all’anno per il quinquennio 2021-2025.

https://www.facebook.com/LuisaAngrisaniM5S/videos/340099097789615

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