Italia in ripresa



Tra mille difficoltà, legate soprattutto alla pandemia di Covid, l’Italia dà segnali di ripresa economica.Incoraggianti gli ultimi dati della produzione, cresciuta del 7,7% rispetto a luglio. Numeri che hanno un significato importante, specie se confrontati col resto dell’Europa dove la produzione industriale francese rallenta bruscamente a +1,3% e quella tedesca addirittura cala dello 0,2% sul mese precedente.È il sintomo di un sistema economico flessibile, capace di resistere ad una crisi di dimensioni inedite e di rilanciare non appena le condizioni lo consentono. È il segno di un tessuto sano e orgoglioso, quello dell’industria italiana, alla quale lo Stato ha fornito, come è giusto che sia, un forte sostegno.Con tre decreti emergenziali, infatti, il governo ha stanziato 100 miliardi di euro in deficit per iniettare rapidamente potere d’acquisto nell’economia. E non dimentichiamo neppure il decreto Liquidità, che ha consentito alle nostre imprese di ottenere risorse a costo quasi zero per tamponare la caduta dei fatturati.Naturalmente l’azione pubblica a sostegno dell’economia deve proseguire, e siamo fiduciosi di poter stabilizzare già in Manovra, grazie all’impulso del MoVimento, alcune misure di grande impatto, su tutte il superbonus al 110%, Transizione 4.0 per le imprese e la decontribuzione al 30% dei contributi previdenziali sui lavoratori dipendenti del Mezzogiorno.A ciò si aggiunga infine il capitolo Recovery Fund, con il quale finanziare una rapida risalita degli investimenti pubblici in rapporto al Pil.Anche nella peggiore delle crisi l’Italia ha tutti gli strumenti per ripartire più forte di prima. Anzi, lo sta già facendo.

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