COME NON TI PARLO DI GENOVA



La nostra manifestazione di ieri 18 giugno a Genova, contro l’accordo capestro sulle autostrade, cioè contro l’ennesimo grande favore che lo Stato fa a una famiglia di oligarchi lanosi e lagnosi, è una di quelle iniziative giuste che funzionano, mettono insieme una palpabile energia della piazza e una proposta istituzionale precisa. Giusto parlarne. E invece no. Tranne Il Secolo XIX (che però è genovese), nessun grande giornale italiano oggi in edicola si è degnato di riferire la notizia. Non sia mai che le pagine dedicate a “United Colors of Tricchetracche” possano essere disturbate.Lasciate orfane le edicole, rimangono le versioni on line, come quella del Fatto Quotidiano. Sentite come ne parlano: “All’iniziativa hanno preso parte diversi comitati, oltre a quello dei parenti delle vittime della strage del 14 agosto, deputati, senatori e consiglieri regionali di Pd e M5s, che hanno aderito ufficialmente, oltre che singoli rappresentanti di Forza Italia e del gruppo misto tra i quali l’ex-grillino Mattia Crucioli, animatore dell’iniziativa”.In poche righe una quantità record di inesattezze, omissioni, slittamenti. Innanzitutto Pd e M5S non hanno aderito a un bel niente: non hanno voluto firmare il documento da presentare al prefetto. Poi questo fritto misto generico in cui Mattia Crucioli diventa solo un “ex grillino” e i parlamentari che parlano sono genericamente del gruppo misto. Non va bene, signori miei. Ci abbiamo messo faccia, impegno, slancio, soggettività e il tutto ha un nome: L’Alternativa c’è .Non vorrete fare come Toninelli che – ormai prigioniero delle acrobazie terminali della Programmazione Neurolinguistica – si dimentica anche lui chi ha organizzato la manifestazione e li mette dentro il sacco nero del leghismo, offendendo anche l’associazione dei parenti delle vittime del disastro di Genova.Torniamo alla realtà!

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