Inaugurazione Museo Archeologico Nazionale Valle del Sarno



Questa mattina ho partecipato alla cerimonia di riapertura del Museo Archeologico Nazionale Valle del Sarno. Sono stata molto lieta di presenziare. Palazzo Capua fu costruito nel ‘700 dall’antica famiglia sarnese degli Ungaro, oltre che sede del museo costituisce uno dei massimi esempi di architettura in città e racchiude tutte le caratteristiche delle dimore patrizie sarnesi settecentesche, un vero orgoglio per la nostra città.

In questo museo, inaugurato nel luglio di 9 anni fa, sono presenti i reperti degli scavi archeologici della Valle del Sarno, dall’età preistorica sino al periodo medievale. Il bacino del Sarno, come dimostra questo museo, è stato sempre un’area piena di risorsa e vita. Quest’area geografica, grazie alle acque del fiume Sarno, si è contraddistinta nella storia per lo sviluppo locale e la fertilità dei terreni. E in queste stanze ne abbiamo numerose testimonianze.

Purtroppo negli ultimi decenni il nostro territorio è stato trascurato, da fonte di vita, storia e cultura è diventato esempio di inquinamento e per questo tristemente famoso nel mondo. Non posso non sottolineare come le responsabilità politiche sono tante. Ed è la politica che ora è chiamata, assumendosi le proprie responsabilità, a risolvere questo problema.

Se non lo facciamo, cosa potremo offrire come ricordo da mostrare orgogliosamente in questo museo? Le buste di plastica? I rifiuti? Vogliamo essere ricordati per questo? Non credo, dunque lavoriamo tutti per rivalutare e risolvere queste problematiche.

La cura del nostro fiume è sinonimo di progetti funzionali per l’ambiente che ci circonda. Il degrado ambientale è un danno permanente anche per le ricchezze naturali e storiche delle nostre zone. Questo rende difficile, se non impossibile anche lo sviluppo socio-economico. Abbiamo bisogno della sinergia di tutti per superare queste barriere che impediscono sviluppo, vivibilità e fruibilità delle nostre risorse storiche.
Tutte le azioni volte al risanamento delle aree del bacino del Sarno avranno sempre il mio plauso. Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di riempire questo museo con le enormi ricchezze che sono presenti nell’agro sarnese nocerino.

Mi auguro che un giorno possano confluire qui tutti gli altri reperti presenti nell’agro. Il museo della valle del Sarno va arricchito e rivalutato attraverso finanziamenti affinché diventi un polo attrattivo turistico culturale.

A volte mi chiedo perché in tutti questi anni, questo patrimonio non è stato mai davvero rivalutato e non è diventato una fonte di sviluppo territoriale. Qui c’è tanta storia, una storia davvero antica, da riscoprire, da valorizzare, con azioni concrete e non abbandonata al degrado. Il recupero oltre ad essere una forma di rispetto per la cultura, deve essere visto come una forma di sviluppo per il nostro tessuto socio-economico. Pensate che siamo vicino a Salerno, al porto di Salerno, dove sono decine le navi turistiche che ogni anno attraccano. Ebbene puntando a questo flusso turistico si potrebbe creare un indotto lavorativo dalle enormi capacità. Questo museo una volta inserito nei percorsi turistici dei tour operator potrebbe essere una tappa fondamentale per le migliaia di turisti che approdano nei porti di Napoli e Salerno e potrebbe diventare un polo turistico attrattivo, di principale importanza. Potrebbe anche fungere da ponte, da Salerno a Pompei.

I tour operator, le agenzie di viaggio, sono alla continua ricerca di nuovi siti archeologici e culturali da sottoporre all’attenzione dei turisti. Il settore turistico è l’unico che non conosce flessioni, tranne per eventi imprevedibili come il covid. Ma noi dobbiamo essere lungimiranti e combattere la crisi, da e post covid, con le idee. Dobbiamo trovarci prepararti quando tutta l’emergenza sanitaria sarà finita.

Immaginate all’indotto occupazionale per i pubblici esercizi, per i bed and breakfast, solo ad esempio, se le bellezze di questo museo diventassero un punto centrale di itinerari turistici. È vero per questo ci vogliono fondi, ma ci vogliono anche tanti progetti ed idee. Noi siamo a completa disposizione e pronti a sostenere ogni iniziativa volta a valorizzare i siti locali.

Mi auguro che si superino gli steccati ideologici e partitici e che si lavori tutti uniti per un solo obiettivo e cioè che i nostri figli possano tornare a godere appieno del nostro patrimonio storico e che un giorno possano visitare questo museo e ammirare quello che noi, con il nostro presente, abbiamo fatto per le generazioni future.

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