Bullismo: Fondamentale dare Strumenti alle Famiglie



Oggi al Senato, nella Sala Caduti di Nassiriya, abbiamo tenuto una conferenza stampa sui risultati della  Commissione per l’infanzia e l’adolescenza, di cui sono membro e capogruppo per il Movimento 5 Stelle. Con me in commissione anche i colleghi del #M5S Mariassunta Matrisciano, Grazia D’Angelo e Raffaele Mautone

“È necessario restituire alle famiglie la funzione di agenzia di educazione primaria. Il bullismo in generale è un fenomeno che non riguarda unicamente il mondo della scuola. I genitori, infatti, devono essere coinvolti nell’educazione dei loro figli anche ad un corretto utilizzo delle tecnologie e devono presidiarne l’uso. In questo contesto sarebbe necessario potenziare anche la formazione delle famiglie sul piano della conoscenza della rete e dei suoi rischi, promuovendo la realizzazione di laboratori scolastici di educazione digitale rivolti non solo ai ragazzi ma anche ai loro genitori”. Così Luisa Angrisani, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Infanzia e Adolescenza, durante la presentazione dell’indagine conoscitiva “Bullismo e cyberbullismo”. 

Ma non solo, ha aggiunto, “durante l’indagine abbiamo anche valutato che la via repressiva dal punto di vista sanzionatorio non va sottovalutata. Sul piano penale è opportuno ricordare che proprio in questa Legislatura il Parlamento è intervenuto normando il nuovo reato di revenge porn, grazie al MoVimento 5 Stelle. In questo caso però nuove fattispecie di reato non occorrono, sarebbe piuttosto preferibile verificare l’opportunità di introdurre specifiche aggravanti per i reati già contemplati, che sanzionano le varie condotte di bullismo compiuto attraverso il web. In questo senso sarebbe auspicabile quindi una riforma della normativa volta a prevedere forme più stringenti di responsabilità per gli internet provider, anche  tenendo conto del  fatto  che l’Italia sarà  chiamata a trasporre entro  il 19 settembre 2020 la direttiva n.1808 del 2018. Sarebbe necessario creare un vero e proprio Codice di etica digitale, recante i principi e le regole di comportamento che coloro che navigano in rete devono rispettare. Infine, sarebbe opportuno sostenere con campagne informative la conoscenza di questi strumenti, anche nel quadro di una diffusa sensibilizzazione sui rischi della rete per una piena comprensione del fenomeno. Bullismo e cyberbullismo si possono contrastare e si devono vincere. Non dobbiamo lasciare soli i nostri ragazzi ad affrontare queste drammatiche situazioni”.

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