Reddito di Cittadinanza: dignità a milioni di persone



Il reddito di cittadinanza ha aiutato finora oltre tre milioni e mezzo di persone, restituendo loro dignità. Ha contribuito così a ridurre la povertà nel nostro Paese, come rilevato anche dallo Svimez, in uno dei momenti più drammatici della nostra storia recente. Eppure, non passa giorno in cui qualcuno non si svegli e decida di criticare il Reddito di Cittadinanza, chiedendone addirittura l’abolizione.Si tratta in molti casi di politici che certamente vivono ben lontani dalla soglia di povertà. Ma è proprio in quel momento, mentre dicono “basta col Reddito”, che offendono un milione e mezzo di famiglie di cui 300 mila con ISEE pari zero. Offendono 700 mila minori. Oltre 120 mila persone con disabilità. Più di 110 mila anziani soli che in questi mesi hanno potuto contare su un aiuto per loro fondamentale.Il motivo di questi attacchi? È evidente ormai, è puramente politico. Perché per qualcuno, si deve fare politica anche sulla pelle dei poveri. Come? Tirando fuori all’occorrenza questo o quel “caso”, raccontando di questo o quell’altro disonesto che ha ricevuto il Reddito per delegittimare la misura e chi l’ha voluta. Come se tutto ciò non avvenisse in un Paese nel quale ancora si truffa, tra le altre cose, anche sulle pensioni di invalidità: senza che nessuno si sia mai sognato, giustamente, di cancellarle. E così, basta raccontarla dal lato sbagliato. La verità è che le notizie di stampa sui benefici sospesi a chi percepiva indebitamente il Reddito dimostrano proprio che i controlli funzionano. Controlli che coinvolgono Inps, Agenzia delle Entrate, Inl e Guardia di Finanza. È tutto perfetto? No, non lo è. Il Reddito di cittadinanza è una misura certamente mai vista prima in Italia, alla cui fase iniziale seguiranno miglioramenti, aggiustamenti, evoluzioni. Vale per tutto, perché non dovrebbe valere per il RdC? Il meccanismo per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro può essere migliorato? Certo: si può fare di meglio. E si farà, contateci.

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