ALTERNATIVA DICE NO ALLE ARMI, SÌ ALLA PACE E ALLA DIPLOMAZIA. ARMARE IL POPOLO UCRAINO NON È LA SOLUZIONE



Nelle aule di Camera e Senato abbiamo detto no alla risoluzione che prevedeva l’invio di armi e uomini in Ucraina e il rafforzamento degli assetti militari nei confini, perché riteniamo che l’Italia debba assumere un ruolo di neutralità in ossequio al dettato costituzionale. Non è armando la parte offesa che si risolverà la controversia. La prima cosa da fare è lavorare per il cessate il fuoco. Non certo armare un popolo assediato. L’opposizione a questa politica del muro contro muro c’è e si chiama #Alternativa. Presenteremo una nostra risoluzione con una visione opposta rispetto al finto pacifismo di facciata della maggioranza e di una parte dell’opposizione che ha deciso di armare il popolo ucraino sollevando il livello dello scontro invece che disinnescarne le ragioni.Contrastare l’invio di armi da parte dell’Italia in questo caso, non significa essere pro Putin, come è stato detto in questi giorni da una parte consistente del mainstream che non ama un pensiero diverso da quello dominante e ragiona soltanto nella logica dei tifosi. Al contrario, noi abbiamo condannato fermamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, poiché è una violazione del diritto internazionale che genera ulteriori turbolenze nelle relazioni internazionali. Siamo convinti però che alimentare lo scontro senza tener conto delle richieste sul piatto e delle ragioni storiche di questo conflitto, non porterà a nulla di buono. Soprattutto per i civili ucraini che sono le prime vittime da tutelare. La pace si costruisce ascoltando tutte le parti non facendo finta che la realtà sia come ci piace immaginarla o come la vorremmo. Di sicuro non con l’invio di armi come fa chi sembra voler difendere libertà e democrazia combattendo ‘fino all’ultimo ucraino.

118118Co

Nelle aule di Camera e Senato abbiamo detto no alla risoluzione che prevedeva l’invio di armi e uomini in Ucraina e il rafforzamento degli assetti militari nei confini, perché riteniamo che l’Italia debba assumere un ruolo di neutralità in ossequio al dettato costituzionale. Non è armando la parte offesa che si risolverà la controversia. La prima cosa da fare è lavorare per il cessate il fuoco. Non certo armare un popolo assediato. L’opposizione a questa politica del muro contro muro c’è e si chiama Alternativa. Presenteremo una nostra risoluzione con una visione opposta rispetto al finto pacifismo di facciata della maggioranza e di una parte dell’opposizione che ha deciso di armare il popolo ucraino sollevando il livello dello scontro invece che disinnescarne le ragioni.Contrastare l’invio di armi da parte dell’Italia in questo caso, non significa essere pro Putin, come è stato detto in questi giorni da una parte consistente del mainstream che non ama un pensiero diverso da quello dominante e ragiona soltanto nella logica dei tifosi. Al contrario, noi abbiamo condannato fermamente l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, poiché è una violazione del diritto internazionale che genera ulteriori turbolenze nelle relazioni internazionali. Siamo convinti però che alimentare lo scontro senza tener conto delle richieste sul piatto e delle ragioni storiche di questo conflitto, non porterà a nulla di buono. Soprattutto per i civili ucraini che sono le prime vittime da tutelare. La pace si costruisce ascoltando tutte le parti non facendo finta che la realtà sia come ci piace immaginarla o come la vorremmo. Di sicuro non con l’invio di armi come fa chi sembra voler difendere libertà e democrazia combattendo ‘fino all’ultimo ucraino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.