Il mio intervento in aula sull’acqua pubblica


Sono intervenuta in aula per ricordare che dieci anni fa il popolo italiano si è espresso a favore dell’acqua pubblica e che la volontà popolare va rispettata, senza se e senza ma. In Campania ancor di più la gestione del servizio idrico da parte della Gori crea continui disagi.Vi ripropongo il mio intervento in Senato”Grazie Presidente, onorevoli colleghi, il prossimo 12 giugno saranno trascorsi dieci anni dal referendum del 2011 che vide il popolo italiano esprimersi contro la privatizzazione del sistema idrico. Non sono bastati 26 milioni di SI per riuscire, a dieci anni di distanza, a trasformare il sistema idrico italiano, soprattutto in regioni come la Campania dove gestioni come quelle della Gori, continuano a vessare i cittadini con continui aumenti tariffari e disservizi. Quello dell’acqua pubblica è un tema a cui ho sempre tenuto tanto, da attivista prima e senatrice adesso. Mi sono sempre battuta per il principio di acqua come bene comune, indispensabile ed essenziale alla sopravvivenza. Per la ripubblicizzazione dell’acqua esiste una proposta di legge ferma alla camera dei deputati, presentata da quelli che erano i miei colleghi del Movimento 5 Stelle, nella quale sono ribaditi i principi generali dell’acqua come bene naturale, diritto universale e fondamentale, indispensabile per la vita. E’ intollerabile che la volontà popolare non sia rispettata. L’acqua è un bene pubblico e tale deve ritornare. Su questa posizione dobbiamo essere coerenti con la decisione referendaria del 2011.Non è possibile, ancora oggi avere gestori come la Gori, che fanno dell’acqua un affare pagato dai cittadini a caro prezzo, con delle tariffe sempre più esorbitanti e che allo stesso tempo non ci pensa due volte a chiudere l’erogazione se non si è in grado di pagare la bolletta. L’acqua non è un lusso, è una necessità, il cui uso minimo, deve essere consentito anche se non si hanno risorse economiche. L’accesso all’acqua è un diritto umano universale e anche una condizione essenziale per arginare la drammatica emergenza igienico-sanitaria che stiamo vivendo. I tentativi indiscriminati di cui ho notizia da parte del gestore Gori di distacco e di riduzione del flusso, a danno di molti utenti, sono l’ennesima conferma della necessità di ritornare subito ad una gestione pubblica, solidale e partecipata del servizio idrico. A dieci anni da quel referendum ispirato da oltre 400 mila firme raccolte dai movimenti per l’acqua e confermato da milioni di italiani, non abbiamo ancora una rete di infrastrutture idriche degne di uno dei paesi più sviluppati al mondo. Questo è grave e sento oggi mio dovere sottolinearlo ed invitare tutti ad una riflessione su questo argomento.”

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