Recupero del Credito per il Sud



IL RECUPERO DEL CREDITO DI 61 MILIARDI VANTATO DAL MEZZOGIORNO PUÒ VALERE A FINANZIARE L’ALTA VELOCITÀ A SUD DI SALERNO E L’ADEGUAMENTO, IN GENERE, DELLE INFRASTRUTTURE NELLE 8 REGIONI MERIDIONALI, FAVORENDONE LO SVILUPPO A VANTAGGIO DELL’INTERO PAESE.

Il Sud, come è noto, è in credito di 61 miliardi per la mancata attuazione della quota 34. L’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile, ha affermato che non è possibile estendere l’alta velocità da Salerno a Reggio Calabria se non investendo 20 miliardi di euro. È una somma ingente, che però si può ricavare dal credito di 61 miliardi.

Solo se si è in malafede o balordi si può pensare che non serve investire altri soldi al Sud. Serve eccome. L’alta velocità e le altre infrastrutture, materiali e immateriali (tra cui il completamento della rete internet) sono ritenute da tutti gli economisti condizioni essenziali per lo sviluppo economico del Mezzogiorno e per l’occupazione.

Lo sviluppo del Sud condiziona quello del Nord per l’interdipendenza delle due macroeconomie. Le risorse del Nord collocano al Sud una rilevante quota della propria produzione. Se il Sud non cresce e non consuma, il primo a risentirne è l’apparato industriale del Nord. Non a caso Sandro Pertini ammoniva che la questione meridionale non è un problema territoriale ma nazionale. Anzi è il primo dei problemi dell’intera nazione.

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